Near miss sul lavoro: cosa sono, obblighi e novità del Decreto 159/2025

Individuare, segnalare e analizzare i near miss permette di intervenire sui rischi prima che si trasformino in veri e propri infortuni sul lavoro.

Con il Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, successivamente convertito nella Legge n. 198/2025, la gestione dei mancati infortuni assume inoltre un rilievo ancora maggiore all’interno del sistema di prevenzione aziendale.

Cosa sono i near miss nella sicurezza sul lavoro

Un near miss, indicato anche come mancato infortunio, near hit o close call, è un evento correlato al lavoro che avrebbe potuto causare un danno alla salute o alla sicurezza di una persona, ma che non lo ha provocato.

Può trattarsi, ad esempio, della caduta di un oggetto che non colpisce nessuno, di un malfunzionamento di un’attrezzatura intercettato prima che provochi conseguenze oppure di una situazione pericolosa che, per una circostanza fortuita, non genera un incidente.

I near miss rappresentano quindi importanti segnali di rischio.

La loro analisi può permettere di individuare criticità organizzative, comportamentali, procedurali o impiantistiche e di adottare misure correttive prima che si verifichi un vero infortunio.

Near miss: cosa cambia con il Decreto-Legge 159/2025

Con l’articolo 15 del Decreto-Legge 159/2025 viene introdotto un obbligo specifico relativo alla gestione dei mancati infortuni.

Le imprese con più di 15 dipendenti sono chiamate a identificare, tracciare e analizzare i near miss che si verificano all’interno dell’organizzazione.

La gestione dei mancati infortuni passa quindi da pratica volontaria adottata dalle aziende maggiormente strutturate a elemento sempre più rilevante all’interno del sistema di prevenzione.

L’obiettivo è favorire un approccio alla sicurezza sul lavoro sempre meno reattivo e sempre più preventivo e proattivo.

In altre parole, non intervenire soltanto dopo il verificarsi di un infortunio, ma utilizzare anche gli eventi che non hanno prodotto danni per comprendere dove esistono situazioni potenzialmente pericolose.

Quali aziende sono interessate dagli obblighi sui near miss

La nuova disciplina interessa in particolare le imprese con più di 15 dipendenti.

Le aziende coinvolte devono quindi organizzarsi per:

  • identificare e segnalare i near miss;
  • registrare gli eventi in modo strutturato;
  • analizzare le cause che li hanno determinati;
  • individuare eventuali azioni correttive e preventive;
  • monitorare nel tempo l’efficacia delle misure adottate.

È inoltre prevista la comunicazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di dati aggregati relativi agli eventi segnalati e alle azioni correttive intraprese, secondo modalità che dovranno essere definite dalle disposizioni attuative.

Linee guida sui near miss: a che punto siamo

La normativa prevedeva l’adozione di linee guida operative nazionali da parte del Ministero del Lavoro, d’intesa con INAIL e sentite le parti sociali.

Le linee guida dovranno definire più nel dettaglio le modalità di gestione, monitoraggio e comunicazione dei dati relativi ai mancati infortuni.

In attesa della piena definizione degli strumenti attuativi, le aziende possono comunque iniziare a strutturare procedure interne per la segnalazione e l’analisi dei near miss, facendo riferimento anche ai modelli e alle metodologie già sviluppati da INAIL.

Come gestire e registrare i near miss in azienda

Un sistema efficace di gestione dei near miss dovrebbe permettere ai lavoratori di segnalare facilmente gli eventi e all’azienda di analizzarli in modo sistematico.

In concreto è possibile prevedere:

  • Un sistema semplice di segnalazione dei near miss, facilmente accessibile ai lavoratori e basato su un approccio che favorisca la segnalazione senza penalizzare chi evidenzia una criticità.
  • Un registro dei near miss, nel quale raccogliere gli eventi segnalati, anche quando apparentemente di lieve entità.
  • L’analisi delle cause, coinvolgendo le figure della prevenzione aziendale come RSPP, medico competente e RLS e utilizzando, dove opportuno, metodologie consolidate.
  • La definizione delle azioni correttive e preventive, individuando responsabili, interventi e tempi di attuazione.
  • Il monitoraggio degli interventi, per verificare se le misure adottate abbiano effettivamente ridotto il rischio.
  • L’integrazione delle informazioni raccolte nella valutazione dei rischi, quando gli eventi segnalati evidenziano criticità che richiedono un aggiornamento delle misure di prevenzione.

Near miss e Documento di Valutazione dei Rischi

La raccolta dei mancati infortuni non dovrebbe essere considerata un’attività isolata.

I near miss possono fornire informazioni preziose per verificare l’efficacia delle misure di prevenzione adottate e individuare nuovi rischi o criticità da considerare nella valutazione dei rischi aziendale.

Quando dall’analisi emerge una situazione significativa, può quindi essere necessario valutare l’aggiornamento delle procedure, delle misure di prevenzione o del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Perché analizzare i near miss

La gestione dei near miss non rappresenta soltanto un adempimento.

Registrare e analizzare questi eventi consente all’azienda di costruire una base informativa utile per capire dove e perché si verificano situazioni potenzialmente pericolose.

Intervenire su un near miss significa avere la possibilità di correggere una criticità prima che la stessa situazione provochi un infortunio.

Per questo motivo, strutturare fin da subito un sistema di segnalazione, analisi e monitoraggio dei mancati infortuni può contribuire concretamente al miglioramento della sicurezza aziendale.

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