Si conclude così il periodo transitorio previsto dal cosiddetto Decreto Controlli: per svolgere le attività di manutenzione antincendio non sarà più sufficiente l’esperienza professionale, ma sarà necessario aver conseguito la specifica qualifica prevista dalla normativa.
La novità interessa direttamente le imprese che svolgono attività di manutenzione antincendio, ma riguarda anche datori di lavoro e RSPP, chiamati a verificare che i tecnici incaricati degli interventi possiedano la qualifica richiesta.
Tecnico manutentore antincendio: cosa prevede il D.M. 1° settembre 2021 2026
La disciplina della qualifica dei tecnici manutentori antincendio è prevista dal D.M. 1° settembre 2021, adottato in attuazione dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del D.Lgs. 81/2008.
Il decreto stabilisce i criteri per il controllo e la manutenzione degli impianti, delle attrezzature e degli altri sistemi di sicurezza antincendio.
L’articolo 4 prevede che queste attività siano eseguite da tecnici qualificati, dopo la verifica dei requisiti e il superamento di uno specifico esame presso il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
L’entrata in vigore dell’obbligo è stata rinviata più volte. L’ultima proroga ha fissato al 25 settembre 2026 la conclusione del periodo transitorio.
Dal giorno successivo, quindi, diventerà pienamente operativo l’obbligo di qualifica.
Come ottenere la qualifica di tecnico manutentore antincendio
Per ottenere la qualifica di tecnico manutentore antincendio è necessario presentare domanda attraverso il Portale dei Servizi al Cittadino dei Vigili del Fuoco, accedendo tramite SPID o CIE.
La domanda di ammissione all’esame può essere presentata alla Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco oppure alla Direzione Regionale competente per la sede d’esame scelta.
Le modalità d’esame variano in base all’esperienza maturata dal tecnico.
Esame completo
L’esame completo prevede:
- prova scritta;
- prova orale-pratica;
- eventuale valutazione del curriculum vitae.
È previsto per chi ha frequentato l’apposito percorso formativo e, in particolare, per i tecnici con meno di tre anni di esperienza specifica nel profilo per il quale intendono ottenere la qualifica.
Esame ridotto
Per i tecnici che possono dimostrare almeno tre anni di esperienza nella manutenzione dello specifico presidio, maturata prima del 25 settembre 2022, è prevista una modalità d’esame ridotta.
In questo caso sono previste:
- prova orale-pratica;
- valutazione obbligatoria del curriculum vitae.
Alla domanda deve inoltre essere allegato il preaccordo con il centro di formazione o con la sede d’esame scelta.
Una volta superato l’esame, il tecnico ottiene un attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale, riferito alla specifica tipologia di presidio antincendio per la quale è stata sostenuta la prova.
La qualifica ha una validità di cinque anni e deve successivamente essere mantenuta attraverso l’aggiornamento previsto.
Cosa cambia dal 26 settembre 2026
Dal 26 settembre 2026 gli interventi di controllo e manutenzione dei sistemi antincendio potranno essere effettuati soltanto da tecnici che abbiano già conseguito la relativa qualifica.
Non sarà quindi sufficiente:
- aver presentato domanda di ammissione all’esame;
- essere in attesa della prova;
- essere in possesso del precedente Nulla Osta Transitorio.
Il tecnico dovrà essere già in possesso dell’attestato di qualifica relativo alla specifica tipologia di presidio antincendio su cui interviene.
Quali impianti e presidi antincendio richiedono un tecnico qualificato
La qualifica non è generica, ma riguarda le diverse tipologie di impianti, attrezzature e sistemi antincendio.
Tra i principali presidi interessati rientrano:
- estintori;
- idranti e reti idranti;
- impianti di rivelazione e segnalazione incendi;
- porte e serramenti tagliafuoco;
- sistemi di evacuazione di fumo e calore;
- sistemi per il controllo delle vie di esodo.
È quindi necessario verificare che il manutentore incaricato disponga della qualifica specifica prevista per il presidio sul quale deve effettuare l’intervento.
Chi è interessato dall’obbligo di qualifica
La novità riguarda innanzitutto le imprese che effettuano attività di manutenzione antincendio, che devono assicurarsi che i propri tecnici abbiano completato il percorso di qualificazione richiesto per le attività svolte.
L’obbligo interessa però anche le aziende che affidano all’esterno il controllo e la manutenzione dei propri sistemi antincendio.
Dal 26 settembre 2026, datori di lavoro e RSPP dovranno quindi verificare che il personale incaricato della manutenzione sia in possesso della qualifica richiesta per lo specifico impianto o presidio.
La sola esperienza del manutentore non sarà più sufficiente.
Cosa devono fare le aziende entro il 26 settembre 2026
In vista dell’entrata in vigore dell’obbligo, è utile verificare per tempo sia la situazione interna sia quella dei fornitori incaricati della manutenzione antincendio.
In particolare, le aziende possono:
- censire gli impianti e i presidi antincendio presenti, verificando che il registro dei controlli sia aggiornato;
- contattare i fornitori di manutenzione antincendio per verificare che i tecnici incaricati abbiano già conseguito la qualifica;
- richiedere copia dell’attestato di qualifica dei tecnici che effettueranno gli interventi dopo il 25 settembre 2026;
- verificare la corrispondenza tra qualifica e presidio antincendio oggetto della manutenzione;
- programmare in anticipo gli eventuali interventi, evitando criticità legate alla disponibilità di tecnici qualificati a ridosso della scadenza.
Effettuare queste verifiche per tempo permette di arrivare preparati alla nuova scadenza e di garantire la continuità delle attività di controllo e manutenzione previste dalla normativa antincendio.